ALLENARE L’ABITUDINE MENTALE

Il professor William James, noto insegnante ed
esperto di Psicologia, afferma molto giustamente:
La cosa grandiosa in ogni educazione è rendere il
nostro sistema nervoso un nostro alleato, piuttosto
che un nemico. Dobbiamo rendere questo processo
automatico e abituale, il prima possibile, con tutte
le azioni utili che possiamo, e dobbiamo guardarci
attentamente dallo sviluppare abitudini che possono
essere svantaggiose.
Nella formazione di una nuova abitudine o nel liberarsi
di una vecchia dobbiamo aver cura di lanciarci
in questa iniziativa nel modo più deciso possibile.
Non consentite a un’eccezione di verificarsi
fino a quando la nuova abitudine non ha messo radici
forti nella vostra vita.
Cogliete ogni occasione di agire in favore di ogni
vostra risoluzione e di ogni sollecitazione emotiva
che possiate provare, in direzione dell’abitudine
che aspirate ad adottare.
Questo consiglio è molto familiare a tutti gli studenti
di Scienza della mente, ma espone la questione più
chiaramente di quanto non abbia mai fatto la maggior
parte di noi. Ci insegna l’importanza di inviare alla
nostra mente subconscia gli impulsi giusti, in modo
che divengano automatici e una “seconda natura”.
La nostra mentalità subconscia è un grande magazzino
per ogni sorta di suggestione, originata da noi
stessi o dagli altri, e per quanto riguarda l’abitudine
mentale, dobbiamo fare attenzione a inviarle il materiale
giusto da cui prendere le abitudini.
Se ci abituiamo a fare determinate cose, possiamo
essere sicuri che la nostra mentalità subconscia le
renderà via via più facili, finché alla fine ci ritroviamo
legati mani e piedi all’abitudine e ci sembra più o
meno difficile, a volte addirittura impossibile, liberarci
dall’odiata consuetudine.
Dovremmo coltivare buone abitudini e metterle da
parte per l’ora del bisogno. Verrà il giorno in cui saremo
chiamati a usare i nostri più grandi sforzi e dipende
da noi, oggi, se quel giorno ci troverà pronti a fare
la cosa giusta automaticamente e quasi senza pensarci
o se dovremo lottare, incatenati a terra da cose opposte
a quelle che desidereremo in quel momento.
Dobbiamo stare continuamente in guardia per evitare
il formarsi di abitudini indesiderate. Può anche
non esservi niente di male a fare una determinata cosa
oggi e magari neanche a farla domani. Ma può essere
molto sbagliato abituarsi.
Se vi trovate di fronte al quesito: “Quale di queste
due cose dovrei fare?”, la risposta migliore è: “Farò
quella che vorrei divenisse un’abitudine”.
Nel prendere una nuova abitudine, o nel troncarne
una vecchia, dovremmo agire con il maggior entusiasmo
possibile, al fine di guadagnare terreno prima
che le energie si esauriscano, nello scontro con le
abitudini opposte già formate.
Dovremmo iniziare col lasciare un’impressione che
sia la più profonda possibile sulla mentalità subconscia.
Dopodiché dovremmo stare continuamente in
guardia contro la tentazione di infrangere il nostro
proposito “soltanto questa volta”.
Questa idea del “soltanto questa volta” distrugge più
buoni propositi di qualsiasi altra causa. Nel momento
stesso in cui cedete al “soltanto questa volta”, introducete
il primo anello della catena che, alla fine,
farà a pezzi il vostro proposito.
Ugualmente importante è il fatto che ogni qualvolta
resistete alla tentazione, il vostro proposito si rafforza.
Agite in suo favore il prima e il più spesso possi-
bile, così come con ogni manifestazione di pensiero
in atto, ed esso diverrà più forte. Ogni volta che sostenete
il vostro proposito originale, lo rendete più
forte.
La mente è stata paragonata a un pezzo di carta piegato.
Anche dopo essere stato disteso tende a ripiegarsi
nello stesso punto, a meno che non creiamo
una nuova piega, che esso seguirà.
Le pieghe sono abitudini. Ogni volta che ne acquisiamo
una, per la mente, così come per il pezzo di
carta, è altrettanto facile continuare a seguire la stessa
anche in seguito. Facciamo in modo che le nostre
pieghe mentali seguano la giusta direzione!

Tratto da:

.
la Straordinaria Forza di Attrazione dei Nostri Pensieri
di W. W. Atkinson