Il ferro di cavallo porta fortuna?

Redazione Equitando – 27.01.10

Da dove nasce l’origine del ferro di cavallo come portafortuna?

I ferri di cavallo sono considerati i più universali fra i portafortuna.
Il ferro di cavallo fu considerato portafortuna, in origine, per la sua somiglianza alla mezzaluna, il simbolo di Iside. La credenza nella virtù di questo oggetto è molto diffusa in tutto il mondo, e in ogni luogo se ne spiegano diversamente le ragioni.
I cinesi vedono nel ferro di cavallo la somiglianza al corpo curvato di Nagendra, il serpente sacro, mentre per i turchi ricorda la mezzaluna.
Da un’origine militare (nell’esercito romano le truppe marciavano a piedi e solo gli ufficiali andavano a cavallo) la perdita di un ferro da zoccolo causava una sosta, e quindi riposo, per le truppe. Rubare o trovare ferri di cavallo era così diventato un gioco tra i soldati e chi ne trovava di più era il vincitore, e quindi il più fortunato.
In Irlanda una leggenda narra che uno degli dei pagani, durante una cavalcata, perdette un ferro di cavallo che cadde sulle Isole Smeraldine, inondate dal mare, per cui le acque si arrestarono e le isole non furono sommerse.
In Inghilterra l’origine di questa tradizione consiste nella leggenda di Saint Dunstan, un fabbro che diventò arcivescovo di Canterbury nell’anno 959. Inchiodò un ferro di cavallo allo zoccolo del diavolo mentre gli era stato chiesto di ferrare il suo cavallo. Il diavolo fu liberato solo dopo che ebbe promesso di non entrare mai più in un luogo protetto da un ferro di cavallo sulla porta.
La tradizione che il ferro di cavallo sia un portafortuna trae anche origine dai tempi in cui gli uomini erano divisi in nobili cavalieri e poveri contadini in cui le classi sociali erano ben precise.
Succedeva che i poveri contadini stavano nelle loro misere dimore e vedevano sfrecciare i cavalieri avvolti nei loro splendidi mantelli, equipaggiati di speroni e corazza. Il contadino li ammirava da lontano, ma se il cavallo del cavaliere perdeva un ferro allora il cavaliere era costretto a fermarsi e il contadino poteva dargli una mano e rimediare così qualche moneta in cambio dell’aiuto prestato. Da qui il fatto che il ferro di cavallo diventa un portafortuna solo se trovato per strada e poi appeso sulla porta di casa.

A questo portafortuna furono attribuite ogni tipo di buone proprietà, anche perchè il ferro è un metallo che vince il malocchio.
I romani inchiodavano ferri di cavallo alle pareti per difesa contro la peste, e stavano attenti che le estremità del ferro fossero rivolte versol’alto.
Allo stesso modo vengono attaccati i ferri di cavallo in tutto il mondo, con la spiegazione che, se il ferro fosse voltato in un altro modo, la fortuna potrebbe scappare fuori.

Un’altra interpretazione vuole che la cattiva sorte venga tenuta prigioniera dentro il cerchio e, poichè lo spirito malvagio non sa trovare l’apertura in alto, deve correre qua e là dentro il ferro.
Tuttavia, le tradizioni differiscono sia su questo punto, che sul fatto se debbano essere nuovi o usati, trovati o acquistati, e se possano essere toccati.
In alcune tradizioni, qualsiasi effetto benefico o dannoso può interessare solo il proprietario del ferro di cavallo, e non la persona che se lo appende sulla porta. Quindi, se un ferro viene rubato, o semplicemente trovato, sarà il proprietario, non la persona che l’ha trovato o rubato, a ricevere la buona o la cattiva sorte. Altre tradizioni richiedono che il ferro debba essere stato trovato per caso per essere efficace.
(A.S. fonti varie tra cui Wikipedia.org)

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