Le Regine d’Africa

Cannes-Regina-di-Saba-scul-07La storia d’Africa è piena di regine che hanno resistito nelle varie epoche agli invasori: vi raccontiamo la storia di alcune di loro partendo dalla più antica.

Makeda, la più leggendaria tra le regine, la regina biblica del canto di Salomone, la regina di Saba, la regina della bellezza, dovrebbe avere uno spazio enorme in tutti i volumi di storia.

La storia nera è stata distorta e dimenticata ma non altrettanto la splendida Makeda. Il suo ricordo affiora ovunque, il suo nome è entrato con grande prepotenza nella leggenda, la regina nera d’Etiopia non può essere dimenticata.

Del resto le regine nere dell’antichità erano famose per il loro potere, il loro carisma e la loro bellezza, soprattutto le regine del regno d’Etiopia (conosciuto anche come Kush, Nubia, Axum o Saba). Sino a mille anni avanti Cristo, infatti, questa zona non aveva re ma solo regine, regine adorate dal popolo e temute dai nemici.

Makeda non dichiarò nessuna guerra, non fece nessuna conquista, eppure il suo regno fu tra i più ricchi dell’antichità. Ma non ricco per pochi, ricco per tutti. Un regno di pace totale, senza schiavi e senza vinti.

La Bibbia racconta poi, che re Salomone d’Israele decise di costruire un magnifico tempio e convocò i più grandi regnanti dell’epoca. L’Etiopia era seconda solo all’Egitto in fama e potere e re Salomone era totalmente sotto l’influenza della ricchissima cultura e tradizione del regno etiope. Giunse dunque dal regno di Makeda un ricco commerciante, Tamrin, che venne accolto con tutti i lussi possibili. Egli rimase favorevolmente impressionato dall’impegno di re Salomone e riferì alla sua regina. Makeda giunse dunque in Israele portando al re così tante ricchezze in dono che la Bibbia si sofferma a descriverle per molte righe. Salomone, però, aveva un concetto diverso delle donne.

Lui aveva un harem di più di 700 mogli e concubine e pensò subito di poter ammogliare la splendida regina nera. Ma le regine d’Africa non si sposavano e Makeda gli disse di no. Così il bravo re drogò le pietanze e riuscì, con una serie di trucchetti, a giacere con Makeda. Sperava di avere un figlio dalla regina costringendola così a sposarlo. Lei ebbe sì un bambino ma lo crebbe in Etiopia. Solo quando fu grande lo mandò a conoscere Salomone. Il re fu felicissimo. Ribattezzò subito il ragazzo con un nome che significava “colui che è bellissimo”, cioè Menelik, e lo invitò a rimanere e a succedergli al trono. Salomone, da tutte le sue donne, aveva avuto un solo figlio maschio che aveva 7 anni. Ma il giovane Menelik rifiutò. Lui era cresciuto con una diversa mentalità e tutto ciò che voleva era portare avanti la tradizione di pace e democrazia dell’Etiopia insieme alle fiere donne d’Africa. Non accettò di essere re di due regni, con centinaia di mogli e concubine, ma tornò alla sua pacifica Etiopia osservando la conduzione della sua saggia madre e tramandandola alle generazioni future. Il regno d’Etiopia si mantenne libero e democratico per molto tempo a venire.

Annunci