Lo Yazidismo. Alle origini della gnosi.

YazidismoScritto da Stanislao Scognamiglio

 

Purtroppo solo il loro massacro ad opera dei feroci fondamentalisti di Isis, in Iraq, fa conoscere all’opinione pubblica un popolo dalla cultura plurimillenaria come gli Yazidi.

Si tratta di uno delle poche etnie, di origine curda, che come gli ebrei, identifica il nome del popolo con la confessione praticata. Anche se, nel caso yazida, si può parlare di un vero e proprio sincretismo religioso che unisce Zoroastrismo, Sufismo, Mazdaismo e Cristianesimo.

Da sempre questa minoranza etnica è perseguitata per il proprio credo religioso, soprattutto dagli arabi, proprio probabilmente per questa diversa concezione della religione, molto diversa dal dogmatismo di quelle occidentali (islamismo compreso), molto più vicina a certe espressioni filosofiche proprie della spiritualità orientale.

La divinità creatrice di questo popolo è Melèk ta Us, ovvero Angelo Pavone, che avrebbe concluso la sua opera con la creazione del mondo. Ma in origine, c’era una divinità primordiale che aveva creato il mondo e lo aveva poi distrutto. Melèk ta Us, una sorta di angelo ribelle, lo ricreò.

Poi vi sono sette divinità minori, di cui Melèk Ta Us è il capo, l’Arcangelo.

Secondo la concezione di questo popolo, Dio ha creato anche il Male, oltre il Bene, sebbene voglia la vittoria del Bene.

Le sacre scritture dello Yazidismo sono Kitab al-Jilwa (“Libro della Rivelazione”) e Mishefa Res (“Libro nero”), entrambi scritti in kurmanji, un dialetto della lingua curda.

L’etnia è di grande interesse per quanto concerne lo studio dello gnosticismo, base filosofica e mistica dell’esoterismo mediterraneo, se non addirittura occidentale.

Molti infatti sono i parallelismi che si possono tracciare tra yazidismo e gnosi.

Innanzitutto è di fondamentale importanza l’origine schiettamente mazdaica-zoroastriana della religione-il pavone, per esempio, è simbolo universale tra le confessioni preislamiche dell’area iranica- così come pure l’archetipo dell’angelo decaduto, che seppur presente nel Cristianesimo, è invece antecedente e deriva dall’Essenismo, strettamente correlato con lo gnosticismo e la mistica ebraica che confluì nella Cabala.

Così come è comune agli Esseni, almeno quelli che confluirono nel fariseismo successivamente, la teoria della metempsicosi. E pure di caratteristiche persiane l’origine manichea della concezione duale del Bene e del Male.

Tra i più antichi autori gnostici, Mani e Ario appunto, costruirono la diarchia Bene -Male, sul presupposto che entrambi fossero creati da Dio. E via, via le altre concezioni religiose presenti in epoca preislamica come le divinità minori, che nella Gnosi corrispondono agli Eoni, nello yazidismo, tuttora presenti in forma pressoché inalterata, se non religione proto gnostica, la rendono quella più vicina alle radici della corrente intellettuale e religiosa che ha influenzato la cultura esoterica per oltre duemila anni. Lo attesta proprio la presenza di due libri sacri, Kitab al Jilwa(“Libro della Rivelazione”) e Mishefa Res (Libro Nero) che paiono alludere addirittura a enunciati e idee cabalistiche.

Ma la caratteristica che rende lo Yazidismo simile alle scuole iniziatiche è la pratica appartata del culto, cui non possono partecipare estranei alla religione, e per la maggior parte misteriosa perfino agli esperti del campo, attribuendo a questo culto particolare caratteristiche addirittura appartenenti al mitraismo, culto apparentato al mazdeismo, caratterizzato appunto da cerimonie dedicate al culto solare, i cui particolari erano conosciuti solo dagli affiliati.

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