L’Atlantide Rivendicata di Romilda Gagliardi

sognando-Atlantide

Rosario Castello

Da fonti occulte, dalla Tradizione esoterica e dai ricordi Akashisi, derivano i più minuti particolari a noi trasmessi intorno all’Atlantide ed ai suoi abitanti. Poiché tali informazioni, che troviamo prima negli scritti di H.P.Blavatsky, poi di A. Besant e di Scott Elliot, sono finora direttamente controllabili solo da pochissimi, è per noi interessante vedere come le scoperte scientifiche, in ogni campo, confermino sempre più l’esattezza delle loro asserzioni, che al primo apparire della “Dottrina Segreta” parvero assurde e fantasiose.

Fino a pochi anni fa, infatti, l’esistenza stessa del continente atlantico era messa in dubbio. Eppure innumerevoli prove, seppure indirette, testimoniano a suo favore.

Molti scrittori parlano incidentalmente di una grande isola posta al di là delle Colonne d’Ercole e scomparsa poi nelle profondità del mare. Autorevole su tutti è Platone, che nel “Timeo” e nel “Crizia” ce ne dà la notissima descrizione particolareggiata.

L’isola di Poseidone, ultimo avanzo dell’Atlantide, “era più grande dell’Africa e dell’Asia messi assieme, separata dalla costa africana da un gruppo di piccole isole che offrivano facile comunicazione col continente”.

“In questa isola Atlantide” – narra a Solone un sacerdote egiziano – “regnavano potenti re che avevano sviluppato una grande e ricca civiltà, ed il loro dominio giungeva fino all’Egitto ed in Europa fino a Tirrenia. Questi potenti re tentarono di indurre in servitù gli altri popoli, riversando sull’Europa uno spaventoso esercito, ma i Pelasgi ricacciarono gli assalitori. Passando poi il tempo, grandi terremoti e diluvi iniziarono a tormentare quella grande isola, finché, durante una notte terribile, l’isola Atlantide disparve, inabissandosi improvvisamente nel mare. Il mare Atlantico” – dice ancora il sacerdote egiziano – “era prima navigabile, ma dopo il cataclisma non lo è più, essendo d’impedimento il grande fango che all’inabissarsi dell’isola si mosse”.

Dopo undicimila anni le caravelle di Colombo, attraversando questo mare, scoprono finalmente l’America e la ricollegano al “Mondo Antico”. Ed ecco, poco a poco, venire alla luce delle coincidenze molto strane per chi sorrideva di quella “favola”. Vengono ritrovate in America delle tradizioni identiche a quelle europee, trascritte in quel documento antichissimo, chiamato “Popul Vuh” in lingua Maya, che fu decifrato e tradotto da Brasseur de Bourbourg (1814-1874), e nel famoso “Troano” tradotto da Le Plongeon e conservato nel British Museum. In esso è contenuto un diffuso racconto della catastrofe che sommerse la grande isola atlantica Atz-tlam.

Notiamo che la leggenda del Diluvio Universale, o meglio la leggenda universale di un diluvio, da cui un piccolo nucleo di individui viene salvato, è di per sé molto significativa. E Noè, Dwy-wan, Cox-Cox, di cui parlano le tradizioni di ogni popolo dall’estremo Oriente all’estremo Occidente, non può che rappresentare lo stesso fatto reale di un Manu che sottrae ad una catastrofe preveduta un piccolo numero di eletti, destinati a fondare una nuova razza.

Ma le leggende non hanno valore per la scienza ufficiale. Occorrono prove positive. E queste, lentamente, emergono. La flora e la fauna fossile terziaria dell’Europa hanno una singolare analogia con quelle degli stessi strati in America.

In certe torbiere europee si trovano semi e frutti di certe piante che oggi vivono solo in America. Ed il prof. Engler, uno dei più rinomati botanici moderni, ha citato numerosissime prove che dimostrano la necessità di un continente preistorico fra l’Europa e l’America.

Ma procediamo con ordine. Si notano strane corrispondenze fra il linguaggio di antichissime e quasi estinte tribù americane, come i Maya ed i Quiché, e quello dei Fenici, dei Greci, degli Egiziani. “Un terzo della lingua Maya” – dice Le Plongeon – “è puro greco”. Molte parole indicanti la stessa cosa hanno radici quasi identiche nella lingua ebraica ed in quella dei Chiapecs (ramo della stirpe dei Maya).

Straordinaria è pure la somiglianza dei caratteri maya con quelli fenici e con alcuni geroglifici egizi, dei caratteri copti con alcune iscrizioni sulle rocce dell’America settentrionale.

Inoltre nello Yucatan, nel Perù, nel Messico, nel Guatemala si trovano piramidi ed obelischi simili a quelli egiziani. La mitologia, la cosmologia, le leggende, i simboli, i riti religiosi sono identici a quelli orientali. Un’enumerazione minuta di queste somiglianze sarebbe troppo lunga. Eppure lo scettico sorride ancora e, diffidando, non si cura di far ricerche.

Finalmente ecco la prova, fisica, inoppugnabile. Per recuperare un cavo telegrafico furono eseguiti sul letto dell’Atlantico degli scandagli. I graffi hanno staccato dal fondo e portato in luce alcuni frammenti di lava. È noto che dopo l’eruzione vulcanica del Monte Pelé nell’isola Martinica, era stato possibile agli scienziati stabilire nettamente, con l’esame microscopico di sottili strati, la differenza di struttura cristallina fra la lava precipitata in mare e quella rimasta sopra la terra, raffreddata e indurita lentamente in parecchie settimane sotto la pressione atmosferica. Si poté dunque stabilire in modo preciso, dalla struttura vitrea della lava estratta dal fondo dell’Atlantico, che essa si era solidificata lentamente all’aria libera, che perciò al posto dell’attuale oceano vi era anticamente una terra vulcanica. È il resoconto del geologo M. Thermier dell’Accademia delle Scienze di Parigi.

L’importanza scientifica di questo fatto è tale che ormai l’esistenza dell’Atlantico come continente, e la catastrofe per cui scomparve, sono da tutti ritenute attendibili.

Il mistero permane ancora intorno agli abitanti dell’isola. “Su queste terre esistevano veramente degli uomini? Questo spettacolo di spavento e di orrore è stato visto da uomini? Questa è la grande questione che resta da risolvere perché si possa ammettere interamente l’esattezza del racconto di Platone. La scienza risolverà senza dubbio anche questo enigma ed in modo affermativo”. Così almeno crede il prof. Berget dell’Istituto Oceanografico di Francia.

Siamo lieti di questa predizione. Ma la Tradizione occulta va ancora più avanti affermando che gli Atlantidi avevano raggiunto un alto grado di civiltà, nelle scienze, nelle arti e soprattutto nell’architettura e nelle scienze occulte. Si trovano, ad esempio, in alcuni antichissimi libri indù, ricordi di invenzioni scientifiche di tipo avanzato, come le macchine volanti, di cui parla il Ramayana. Vi è anzi nel sanscrito una completa terminologia del volo e nelle caverne di Ellora si possono vedere sulla roccia disegni di macchine aeree.

La forza motrice di tali macchine, dice lo Scott-Elliot nel suo libro “La Storia di Atlantide”, era il vril, ossia l’attuale od o magnetismo umano.

La quarta razza, quella degli Atlantidi, aveva infatti raggiunto un alto sviluppo psichico e possedeva, quindi, in sommo grado, la tecnica di questo magnetismo.

Né si può lasciare inosservato il passo di Strabone (63 avanti Cristo – 24 dopo Cisto): “Se dobbiamo credere a Poseidonio, il filosofo greco vissuto nel primo secolo prima di Cristo, l’antica storia atomica ebbe origine da Moco di Sidone, che visse prima di Troia”. La distruzione di Troia risale a quattordici secoli avanti Cristo e gli scavi del dr. Schliemann pare dimostrino che la città fu ricostruita sette volte. Ritorniamo dunque molto indietro nel tempo, avvicinandoci singolarmente all’epoca degli Atlantidi, che per il loro sviluppo psichico conoscevano certamente l’energia atomica. Il dr. Soddy dell’Università di Glasgow, avanzò persino l’ipotesi che il mondo sia stato ricacciato nella barbaria dall’abuso del terribile potere della radioattività!

Fosco pronostico nel momento in cui tale potere è oggi in mano di uomini molto ignoranti ed egoisti. “Vi furono e vi saranno molti stermini di uomini, grandissimi quelli per acqua e per fuoco, da meno quelli delle innumerevoli altre cose”, – dice Platone nel “Timeo” –. “A usati intervalli d’anni scoppia, come un morbo, la fiumana di cielo, anche gli uomini tornano da capo come bambini non sapendo nulla di tutti gli avvenimenti che furono nei tempi antichi”.

Ma in qualche luogo nascosto, su qualche libro sacro agli esoterici “tutto vien registrato fino dall’età antica e serbato nei tempi …”.

Tratto dalla Rivista Sperimentale Del Nuovo Piano Di Coscienza “L’Età Dell’Acquario” n°. 75

Annunci