Flos Medicinae Salerni

080611104970_DSCN3794NEWLa Regola sanitaria Salernitana, Flos Medicinae Salerni, è un poemetto in versi dedicato ad un misterioso re d’Inghilterra (i re inglesi erano ritenuti guaritori) della prestigiosa Scuola medioevale di Salerno, che raggiunse il suo massimo splendore nel 1200 e nella quale erano confluite tutte le grandi scuole di pensiero medico dell’Occidente e dell’Oriente allora conosciuto.

L’Arte sanitaria era stata fino ad allora esercitata dai monaci, che tramandavano oralmente gli insegnamenti.

A Salerno comincia invece una tendenza “laica” ed anche il popolo poteva imparare dai monaci, provando e riprovando le pratiche mediche su di sé, e diventando abbastanza autonomi fino a dire:

Chi tanti anni vol campar Del dottor non si deve mai fidar…

La Scuola salernitana raccomandava molta parsimonia nel mangiare ma il popolo non accettava volentieri questa regola, già norma quotidiana di necessità, vedeva la fame come la peggiore delle malattie, e appena era possibile partecipava (magari solo con la fantasia) a banchetti pantagruelici.

Raccomandavano per altro i monaci anche, come cibi migliori, le uova fresche, il vino rosso… le pappine in brodo, e mettevano in quelli peggiori, nocivi ed ingrassanti molte prelibatezze del tempo. Come sempre (tutto quello che è buono o è immorale o è illegale o ingrassa)!

L’armonia psicofisica e la dietetica sono di grande importanza come regola di vita:

“A tutti raccomando il rispettar la dieta il loro serbando consueto vivere.

La dieta è, poi, metà del medicar, e chi lei non apprezza, quando sano, mal regge, e infermo poi non ben si cura.”

Se vuoi star bene, se vuoi esser sano, cura i malanni, non adirarti… tre cose necessitano: mente allegra, riposo, una dieta moderata”.

La Scuola era aperta ad uomini e donne, che esercitavano soprattutto la ginecologia, e dettero un apporto significativo alla stesura della regola.

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