Oannes Venuto dal Mare

dagon_2-1È il 275 A.C. e lo storico babilonese Beroso, attivo sotto il regno di Alessandro Magno, descrive la tradizione di Oannes, essere a metà strada tra uomo e pesce. Questi, emerso un giorno dal Mar Eritreo, inizia un’opera di civilizzazione delle popolazioni caldee. Siamo intorno agli anni 3000 o 4000 a.C. e le popolazioni del luogo hanno solo conoscenze rudimentali (o forse le avevano ma le hanno perse) su agricoltura, astronomia, matematica e le scienze in generale.

Si narra così che la creatura di nome Oannes al sorgere del sole arrivasse dal mare e si intrattenesse per tutta la durata della giornata, ma senza mangiare, con gli uomini. Al calar della sera, si ritirava nelle acque. Le sue fattezze hanno un ché di peculiare: come descrive Beroso:

Egli aveva due teste: quella d’ uomo era situato sotto quella di pesce. Alla sua coda erano uniti due piedi d’uomo del quale aveva la voce e la parola. Grazie a lui gli uomini furono in grado di esercitare le arti, coltivare i campi, innalzare templi, edificare città, istituire leggi, fissare i campi con sicure regole, seminare e a raccogliere grani e frutti …

Uno di Tanti

La figura di Oannes si inserisce in una ricca tradizione di civilizzatori venuti dal mare. Alcuni erano antropomorfi come lui, alcuni più simili ad un pesce, altri completamente umani. Pensiamo ad esempio a Viracocha e Quetzalcóatl ed all’affino per terminologia Uanaa in Sud America, la Cina con Fu Hsi ovvero quello che la tradizione riconosce come autore del Libro dei Mutamenti i Ching; per arrivare poi ai Nammo adorati dalla famosa tribù dei Dogon. Quindi non solo sono tanti gli Oannes, ma troviamo loro tracce in tutto il globo: Beroso stesso conferma che esistevano molte di queste figure, e che il nome Oannes non appartenesse ad un singolo essere ce lo conferma anche lo scritto apocrifo attribuito al patriarca anticotestamentario Enoch che si riferisce ad una casta di esseri soprannaturali chiamandoli Osannini o Osannes.

Anche nella stessa regione di apparizione dell’Oannes di Beroso, si trovano divinità con caratteristiche simili. Ad esempio il famoso storico Joseph Campbell vede una connessione nei rituali del Dio sumero dell’acqua Ea. Altri segnalano invece similitudini con la figura del sempre sumero Enki, civilizzatore e rappresentato spesso attorniato da pesci.

Vista la continua ed importante presenza di Oannes e simili in tradizioni di periodi, culture ed aree geografiche disparate e non in contatto tra loro, molti si sono giustamente chiesti quali ne siano le origini.

Il punto di vista ufficiale ed accademico è, come per tutti i riscontri di genere, che si tratti di miti e leggende che venivano usati dalle caste dominanti e da chi amministrava la vita spirituale e religiosa dell’epoca per veicolare concetti complessi alle masse. Per questo motivo sarebbe quindi necessaria un tipo di interpretazione simbolica. Ad esempio nel mito di Oannes quando si dice che egli usciva dall’acquea al mattino per rientrarvi alla sera dopo aver insegnato arti, mestieri e scienze, ci si riferisce chiaramente al culto del sole come ad esempio accade per i raggi emanati dal Dio Aton nelle raffigurazioni della tradizione del periodo egizio di Tutankhamon.

Ed il fatto che culture così diverse avessero gli stessi miti, dimostra che alle stesse esigenze si davano uguali risposte con dovute leggere variazioni. Questo tipo di interpretazione non sembra però in grado di rispondere a tutte le domande pertanto nel tempo si sono avanzate altre diverse ipotesi.

Molti, come ad esempio Graham Hancock nel seminale Impronte Degli Dei, ipotizzano l’esistenza di una civiltà globale perduta che a seguito di una catastrofe che ne aveva causato la distruzione, si era dispersa nei continenti vicini, Americhe, Europa ed Africa portando con sé conoscenze e parte della tecnologia. In alcuni casi si erano limitati a mischiarsi con le popolazioni locali mantenendo un basso profilo; in altri a stanziarsi limitando i contatti con le altre culture (ad esempio i Fenici o la città della Spagna Occidentale Tartesso); in altri ancora ad una opera di civilizzazione/evangelizzazione delle popolazioni “barbare”.

Per la seconda ipotesi le prove sarebbero i ritrovamenti di alcune singole civiltà molto più avanti rispetto allo standard dell’epoca dei loro vicini. Ad esempio per i fenici è risaputo che fossero molto più avanti rispetto a tutte le altre popolazioni ad esempio nella pratica marinara. Sembra infatti che le loro navi sarebbero state tranquillamente in grado di solcare l’oceano atlantico.

Per la terza ipotesi la prova starebbe invece nel fatto che conoscenze avanzate nei campi tramandati dagli Oannes, sarebbero apparsi in un periodo di tempo troppo breve per essere solo il frutto di uno sviluppo coerente senza un intervento esterno. I sostenitori di questa teoria aggiungono che i superstiti della catastrofe, trovandosi di fronte alla necessità di istruire popolazioni molto primitive, avevano ritenuto necessario l’utilizzo di strumenti quali il camuffamento e l’impatto scenico. Così si spiegano le strane apparenze di Oannes e simili: presentandosi come un essere soprannaturale, il timore e rispetto ottenuto sarebbero serviti da protezione ed arma contemporaneamente.

Antichi alieni?

Altri ricercatori però si spingono ancora più in là. Non più una civiltà perduta, ma visitatori dallo spazio profondo (o dall’interno della Terra come nelle tradizioni sanscrite della civiltà di Shambala) appartenenti ad una specie diversa dalla nostra: gli Antichi Alieni. A sostegno di questa ipotesi portano i numerosi episodi presenti negli antichi testi (Bibbia compresa) che sembrano descrivere incontri con esseri dotati di una tecnologia molto avanzata e che arrivano sulla Terra tramite mezzi che assomigliano molto alle cronache odierne di UFO. Lo stesso Oannes in un racconto è descritto apparire da un oggetto luccicante nel cielo a forma di mandorla.

Il loro fine sarebbe sempre quello di portare la conoscenza all’uomo, mentre in altri di soggiogarlo al loro volere come ad esempio nei racconti della rivalità tra il dio Enki ed Enlil nei miti sumeri.

Le connessioni con la religione Cristiana e il Vaticano

Anche se poco note, esistono molte connessioni tra la tradizione di Oannes e la religione cristiana. In primo luogo la straordinaria somiglianza tra il nome Oannes e la sua controparte latina Johannes. Sempre lo storico Joseph Campbell pensa che i racconti su Giovanni il Battista e di come egli conducesse il rituale del battesimo, siano da ascrivere alle tradizioni di Ea prima e di Oannes poi.

Ancora più incredibile è un episodio inserito nel vangelo apocrifo “Atti di Pilato” dove si narra che Gesù entrando a Gerusalemme venisse acclamato dalla popolazione come un “Oannes che viene dall’alto dei cieli”. In quest’ottica la frase della liturgia cristiana “Osanna nell’alto dei Cieli” ottiene tutto un altro significato. Le connessioni con Gesù non si limitano a questa. Il simbolo del Messia è sempre stato un pesce. I primi cristiani usavano infatti l’Icthys greco, simbolo che deriva dalla Vesica Piscis, o mandorla, o uovo cosmico, anch’esso utilizzato nelle raffigurazioni di Gesù dei primi secoli d.C.

Sia Gesù che Giovanni Battista con i loro messaggi e gesta quindi potrebbero essere sembrate delle moderne personificazioni di tradizioni molto conosciute all’epoca. Ad esempio i Sette Saggi sumeri, gli Apkallu, portatori di conoscenza, erano rappresentati esattamente come Oannes (tanto che alcuni pensano che la figura di Oannes non sia mai stata rappresentata e si trattasse sempre dei primi) e nell’atto di tenere la mano alzata verso la folla. Ciò ricorda molto l’atto della benedizione tramite l’acqua santa dove il prete con in capo la di mitra benedice la folla.

Proprio alla mitra appartiene un’altra interessante connessione. Basta guardare un prete di profilo mentre la indossa per accorgerci che siamo davanti alla rappresentazione di Oannes, la sua testa umana dentro quella di pesce formata dalle due sporgenze del cappello. Tale simbologia, come altre è passata prima nei culti mitraici dell’antica Roma, e poi al Vaticano, da qui appunto il nome.

Fonte

Incerta

 

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