L’occasione perduta

tesla58_08La vita è un ritmo che dev’essere compreso. Sento il ritmo, lascio che mi diriga e lo assecondo.
È molto gradevole e mi ha dato la conoscenza che ho.
Tutto quello che vive è in relazione profonda e meravigliosa: l’uomo e le stelle, le amebe e il sole, il cuore e la rotazione di un numero infinito di mondi.
L’Universo è vivo in tutte le sue manifestazioni, e se non fossimo così immedesimati in noi stessi capiremmo il suo linguaggio ed il suo messaggio.
Il respiro, gli occhi e le orecchie dell’uomo devono armonizzarsi con il respiro, gli occhi e l’udito dell’Universo.

Queste non sono parole di uno dei vari maestri spirituali che fortunatamente negli ultimi anni stanno cercando di risvegliare il sonno di cui siamo prigionieri, ma frasi che risalgono a più di un secolo fa attribuite a Nikola Tesla, scienziato universalmente riconosciuto come uno dei più grandi geni che la storia ricordi .
Sulle scoperte scientifiche e invenzioni del fisico Jugoslavo c’è abbondante documentazione nel web e chiunque sia interessato ne può attingere e quindi non mi dilungo; mi preme solo ribadire  che ha dato inizio teoricamente e anche praticamente alla cosiddetta FREE ENERGY, cioè la possibilità di ottenere energia libera a costo nullo e soprattutto senza fine; ognuno può immaginare la portata di questa possibilità che avrebbe reso inutile una società basata sul petrolio, sull’energia atomica e sullo sfruttamento scellerato delle risorse del nostro pianeta.

Proprio per questa ragione considero Tesla un’occasione perduta, volutamente e deliberatamente perduta, ed è piuttosto semplice intuire i poteri che hanno gestito e pilotato la perdita di questa occasione che era stata donata all’umanità.

Ma quello che mi preme sottolineare qui è il suo aspetto “ mistico-spirituale “, che solo in questi ultimi anni di risveglio delle coscienze può essere compreso in modo pieno e profondo: la comunità scientifica è poco propensa a considerare reale la sua predisposizione naturale e innata a ” canalizzare ” le visioni delle sue intuizioni e invenzioni in forma già definitiva e funzionante, come se leggesse un libro aperto o vedesse un film nella mente; a tal riguardo leggiamo ancora in un altro passo di un’intervista:

“Devo ringraziare la visualizzazione per tutto ciò che ho inventato. Gli avvenimenti della mia vita e le mie invenzioni sono reali davanti ai miei occhi, come qualunque evento o oggetto. In gioventù ebbi paura di non sapere ciò che fosse, ma più tardi imparai a usare questo potere come un talento eccezionale e un regalo. Lo nutrivo e proteggevo gelosamente. Feci anche le correzioni per mezzo della visualizzazione alla maggior parte delle mie invenzioni, e così le completavo. Mediante la visualizzazione risolvo mentalmente le equazioni matematiche complesse.  La mia vista e l’udito sono perfetti, e oserei dire persino più forti che negli altri. Sento un tuono a 150 chilometri di distanza e vedo colori, nel cielo, che altri non possono vedere. Questa ampiezza di visione e di udito ce l’ho da quando ero bambino. Più tardi l’ho sviluppata coscientemente.”

Le intuizioni dello scienziato Nikola Tesla erano decisamente avanzate rispetto al tempo in cui visse. Le sue invenzioni ed i suoi studi non furono sempre compresi perché troppo al di là della normale conoscenza delle leggi e dei fenomeni fisici; chi studia Tesla è costretto ad ammettere che riuscì a comprendere e sviluppare nozioni che ai giorni nostri si iniziano solo ad intuire, e che soprattutto richiedono una visione aperta a 360° senza i limiti imposti dalle leggi della fisica teorica tradizionale.

Per le sue ricerche tanto rivoluzionarie da richiedere un approccio diverso alla fisica, ebbe la necessità di assimilare dalle discipline orientali un nuovo modo di spiegare e comprendere la realtà della natura. Tesla, certamente per questa motivazione, incluse l’antica terminologia sanscrita nelle sue descrizioni dei fenomeni naturali; fin dal 1891 delineò l’Universo come un sistema cinetico riempito di energia imbrigliabile in ogni luogo. I suoi concetti durante gli anni successivi furono enormemente influenzati dagli insegnamenti di Swami Vivekananda, il primo di una serie di Yogi orientali che portarono la filosofia e la religione Vedica in Occidente. Dopo gli incontri con Swami e dopo aver continuato lo studio della visione orientale dei meccanismi che guidano il mondo materiale, Tesla iniziò ad usare le parole sanscrite Akasha e Prana, ed il concetto di etere luminifero (portatore di luce) per descrivere la fonte, esistenza e costituzione della materia.          Tali concetti propri dei moderni studi fisici sono affrontati nei Veda, una collezione di antichi scritti indiani composti da inni, preghiere, miti, cronache, dissertazioni sulla scienza, la natura ed il mondo reale, risalenti almeno a 5000 anni fa. La natura della materia, dell’antimateria e le concezioni sulla struttura atomica vengono descritte nei testi Vedici, con grande modernità di spiegazioni e dissertazioni.

Con questi presupposti si comprendono appieno le parole che compaiono all’inizio di questo articolo.

Tesla si mostrò sempre schivo e distaccato sia dalle ricchezze materiali che dal successo personale ponendosi così come modello ideale per tutti i veri uomini di scienza e non; il denaro per lui non è mai stato un fine, ma solo un mezzo per condurre una vita dignitosa. Fu svariate volte truffato, raggirato, da colleghi e imprenditori che sfruttarono la sua buona fede e i suoi principi per crearsi delle grandi fortune, ma questo non gli impedì mai di rinunciare ai suoi ideali di una scienza finalizzata esclusivamente al servizio del benessere per tutta l’umanità. Fino agli ultimi anni di vita rimase convinto di poter ancora offrire il suo contributo al progresso e sperava ancora nell’aiuto di un finanziatore che non arrivò mai. Non ci sono notizie precise relative alla data della sua morte, che si suppone che sia avvenuta il 7 gennaio 1943, all’età di 86 anni: Tesla viveva solo, in una stanza d’albergo e quindi il suo corpo senza vita venne trovato circa 24 ore dopo il decesso. Come eredità lasciò soltanto dei debiti, molti scritti e appunti, che furono immediatamente requisiti dagli agenti dell’FBI immediatamente giunti, e ancora oggi restano un segreto per tutta la comunità scientifica.

* Insignificante tributo in occasione dei 174 anni dalla morte *

Abraxas

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