I giapponesi non “dormono”, fanno inemuri

n-nap-a-20150619Si dice che i giapponesi non dormano mai. Sempre troppo impegnati a studiare o lavorare, gli abitanti della terra del Sol Levante non hanno il tempo nemmeno per riposare. Capita, però, di imbattersi in persone addormentate in metropolitana, sulle scale, nel bel mezzo di una riunione o addirittura in piedi!
Allora qual è la verità a riguardo?
La risposta è nell’inemuri.
Si tratta di un’abitudine di riposo del popolo nipponico davvero molto particolare. Infatti, Inemuri significa “essere addormentati ma presenti” o “essere presenti mentre si dorme” ed è una pratica davvero singolare che ha basi nella tradizione giapponese. Infatti, se nella cultura occidentale addormentarsi sul luogo di lavoro o a scuola può essere visto come un segno di maleducazione e disinteresse, per i giapponesi la questione è molto diversa. Lavorare più del dovuto e dare il massimo è un segno di diligenza nella cultura orientale ed è visto molto positivamente. Per i giapponesi, fare lo sforzo di partecipare a una riunione nonostante stanchezza o malattia dimostra senso di responsabilità e sacrificio e superare una debolezza fisica o un bisogno rende più forti e carichi di energia positiva.
Va considerato, anche, che la modestia è un’altra virtù positiva in Giappone e quindi non bisognerebbe mai vantarsi del proprio zelo in campo lavorativo o scolastico. Stanchezza e sonno sono spesso visti come risultato di un impegno prolungato e intenso, quindi l’inemuri diventa prova del fatto che si è lavorato molto duramente e si ha dato il massimo in ogni campo.
Ecco perché l’abitudine giapponese dell’inemuri non viene associata a un comportamento pigro.
Al contrario, fare inemuri è un modo di garantire sempre la propria presenza e non sottrarsi ai propri doveri e responsabilità; ci si prende solo ogni tanto una piccola pausa che diventa un premio giustamente meritato.
Fonte
Dr Brigitte Steger, Senior Lecturer in Studi moderni giapponesi, Università di Cambridge. Questo pezzo è stato pubblicato nel CAM, l’Università della rivista alunni di Cambridge.

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