LA DEA ESTSANATLEHI O LA DONNA CHE SI RINNOVA

di Rossella

Tratto da: Story Of God With Morgan Freeman

Come in tutte le antiche tradizioni la Dea Madre è legata alla ciclicità del tempo, quindi attraversa tutte le fasi della vita. La rappresenta molto bene la Donna che si Rinnova, sacra ai Navajo e agli Apache.

Divinità della natura, LA DONNA CHE SI RINNOVA, Estsanatlehi, è detta anche DONNA CANGIANTE O TURCHESE, DONNA DIPINTA DI BIANCO, vestita di conchiglie e turchesi.

Estsanatlehi muta d’abito quattro volte l’anno, quando attraversa le quattro porte della sua dimora celeste per creare le stagioni. Si narra che sia in grado di invecchiare, per tornare poi ad essere giovane. È in grado di passare attraverso una serie infinita di vite senza mai morire. I suoi vestiti cambiano colore a seconda delle stagioni.

La leggenda vuole che sia andata in sposa al Sole, Tsohanoai e che da lui abbia avuto due gemelli che hanno liberato la terra dai mostri. Oltre ad essere colei che ha creato i Quattro Punti Cardinali che contraddistinguono la Terra e le sue energie.

La Donna che si Rinnova rappresenta tutte le fasi dell’esistenza femminile, ma in particolare il momento in cui una ragazza diventa donna, la pubertà, considerato un periodo apportatore di bene per l’intero clan ed è perciò caratterizzata da festeggiamenti e riti.

Fu dalla Donna che si Rinnova che gli esseri umani ricevettero la conoscenza e la saggezza, i cicli lunari e mestruali, i canti, le celebrazioni e il desiderio di ricerca. Essa insegnò inoltre ai Navajo come costruire le capanne dal tetto arrotondato chiamate hogan. Il massimo tributo che le viene reso è il rito che contrassegna l’arrivo del mestruo (in apache, na ih es). Si racconta che questo rito fu insegnato direttamente dalla stessa Estsanatlehi, sotto forma delle precise istruzioni tuttora seguite (fonte Il Cerchio della Luna).

Questa festa, chiamata Kinaalda, veniva celebrata alla fine della comparsa del menarca e durava quattro giorni, durante i quali lo sciamano intonava preghiere invocando la Donna che si Rinnova affinché donasse la sua essenza nella ragazza, trasformandosi in una donna feconda e generosa, tale da essere onorata dalla sua gente.

Durante l’intero rito, la ragazza riceve l’esclusiva attenzione di una donna più anziana che la vezzeggia, la massaggia e la consiglia.

Nel corso della cerimonia l’iniziata rappresenta il congiungimento della Donna che si Rinnova con il Sole.

L’ultimo giorno la ragazza dovrà mangiare l’Alkaan, una grande torta preparata in occasione di questo rito, con il grano macinato durante i giorni precedenti dalla fanciulla stessa.

Durante la cottura della torta, di notte, la ragazza canta questa canzone:

Con la bellezza al mio cospetto, io viaggio,

Con il mio sacro potere, io viaggio,

Con la bellezza alle mie spalle, io viaggio,

Con il mio sacro potere, io viaggio.

Questo rito per festeggiare il menarca è sacro è attraverso di esso la fanciulla accoglie dentro di sé la Donna che si Rinnova e il suo potere, accede all’età adulta grazie al suo sangue e spargendo benedizioni al suo popolo.

Le anziane della tribù la vestono come la dea, con conchiglie bianche, la fanno sdraiare con la pancia a contatto con la terra e la massaggiano: secondo le credenze, durante i riti di iniziazione, il corpo ritorna come al momento della nascita e può essere dunque ‘modellato’ al fine di facilitarne la trasformazione. Durante il primo e l’ultimo giorno del rito, la ragazza cammina in senso orario intorno ad un cesto pieno di cereali, pigmenti di pittura, polline e piume, elementi sacri al rituale. il quarto giorno viene invece preparato un grande dolce, Alkkaan. Insieme ad altre donne l’iniziata crea un impasto che viene poi avvolto nei cartocci del granoturco ed interrato. Sopra alla terra umida che ricopre il composto viene acceso un fuoco che per tutta la notte verrà alimentato per cuocere il dolce.

Durante la notte i sacri canti invocano la Donna che si Rinnova, infine la grande torta viene dissotterrata e tagliata a fette dalla fanciulla che la distribuisce al suo popolo senza nutrirsene ma conservandone la parte centrale. In quel momento, infatti, ella incarna Estsanatlehi che dona ai suoi figli il nutrimento, apportando fortuna, prosperità, pace e benessere all’intera tribù.

Quando tutti hanno consumato la torta, la fanciulla viene dipinta con della argilla bianca che lei potrà usare per segnare la pelle di chi desidera ricevere i suoi divini poteri. Viene poi nuovamente massaggiata dalle anziane, che le danno dei consigli sulla sua nuova condizione.

Il rituale termina con l’interramento della parte centrale della torta, in segno di offerta e ringraziamento alla Madre Terra, alla Donna che si Rinnova e permette la continuazione dei cicli della vita e dell’esistenza pacifica della comunità (fonte Nuove Finzioni).

Il dolce di Alkaan cotto durante il Kinaalda rappresenta la Madre Terra e viene offerto al Sole come ringraziamento per il suo aiuto nel far crescere il grano.

Questa storia ci parla di tradizioni antiche, della Dea Madre e del modo in cui viene festeggiata la donna alla sua prima mestruazione, ma possiamo pensare anche che Estsanatlehi sia la Dea da invocare quando ci si vuole sentire più giovani e si vuole rinnovare sé stessi.

Sarebbe bello anche poter festeggiare la ragazza che diventa donna con riti e coccole che diano valore al suo sangue mestruale!

Il simbolo di Estsanatlehi è il turchese.

Fonte: http://www.deaedonna.it/2017/02/14/la-dea-estsanatlehi-la-donna-si-rinnova/

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